Domenico Trezzini – Il primo architetto di San Pietroburgo

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SUCCESSI E DISGRAZIE DEL PRIMO ARCHITETTO DI PIETRO IL GRANDE

Il ritratto scultoreo di Domenico Trezzini

Il ritratto scultoreo di Domenico Trezzini

Domenico Trezzini (1670-1734).

L’architetto svizzero di origine italiana, nel 1703 fu invitato in Russia da Pietro il Grande, dove lavorò per tutta la vita.

La storia non ha conservato nemmeno una sua immagine, ci sono diversi immagini che possono ricondurre a lui, però tutte sono incerte. Ma la città lo ricorda per le sue opere.

Lo stile architettonico: Barocco pietroviano.

Le origini

La Svizzera italiana è sempre stata famosa per architetti, scultori e pittori. Gli abitanti dei piccoli villaggi sparsi nel Cantone Ticino I Ticinesi avevano per quei tempi una eccezionale conoscenza in matematica, meccanica e architettura. Erano anche muratori innati.

L’antica famiglia di Trezzini proveniva dall’Italia. Alla ricerca di una vita migliore, la famiglia si trasferì in Svizzera, ad Astano (un villaggio vicino a Lugano), dove nel 1670 nacque Domenico, il futuro primo architetto di San Pietroburgo.

L’architetto, ingegnere, urbanista

Alla fine del 17 ° secolo, Domenico andò in Italia per studiare fortificazione. Trezzini era compaesano del famoso fortificatore Domenico Pelli, che fu allievo del famoso Sebastien de Vauban, un eccezionale ingegnere militare, maresciallo di Francia. Tutti i paesi cercavano di ricostruire le loro fortezze secondo il nuovo sistema introdotto da Vauban.

Citadelle de Belle-Île, Francia, costruita da Vauban 1683 – 1689.
btp-cours.com

Dunque, una volta partito Domenico non sarebbe più tornato in Patria.

Poi andò in Danimarca in cerca di lavoro. Però, solo un anno dopo, durante la guerra del Nord, la Danimarca si arrese alla Svezia e perse il diritto di costruire strutture difensive. Per Domenico ricominciarono le ricerche di lavoro.

Lui lo trovò in… Russia, stipulando un contratto con l’ambasciatore russo a Danimarca Andrey Ismaylov. Secondo il contratto trentenne Domenico Trezzini fu nominato architetto civile e militare con uno stipendio annuale di 1000 rubli. Per lui erano bei soldi. Sorprendentemente, lo stipendio era 3 volte superiore a quello dello Zar Pietro I che aveva il ruolo di capo cannoniere, l’impegno che svolgeva Peter I personalmente. Infatti, in Europa giravano le voci che il giovane eccentrico zar russo invitava gli specialisti stranieri dandogli laute provvigioni.

Ci vollero 4 mesi per andare da Copenaghen a San Pietroburgo attraverso l’unico porto russo di quei tempi, nella città di Arcangelo. In Svizzera rimasero la moglie e due figlie.

La veduta di città d'Arcangelo

La veduta di città d’Arcangelo. l’incisione, 1711

Domenico si stupi’ delle distese della Russia, uno spazio così ampio non l’aveva mai visto prima.

Di San Pietroburgo non esisteva nemmeno un progetto, era in corso la guerra del Nord. Pietro, una dopo l’altra, assediò le fortezze svedesi di Nyenskans, Noteburg. Le terre una volta  appartenevano alla Repubblica di Novgorod, una antica città russa. Infine, la Russia acquisì l’ambita uscita al mare.

Ma bisognava proteggere il territorio.

San Pietroburgo e Kronstadt, 1888 Wikimedia Commons

Primo incarico: la costruzione di un forte

L’isola Kotlin, quella dove oggi si trova la città di Kronstadt, sul Golfo di Finlandia nelle vicinanze di San Pietroburgo. Nel 1703 Pietro conquistò l’isola e le altre fortezze svedesi.

Kronstadt, l'isola Kotlin

Il forte Kronslot, costruito nel 1703 da Trezzini. La città di Kronstadt, l’isola Kotlin

Pietro I commissionò a Trezzini l’edificazione del forte Kronslot per proteggere dagli assalti dei nemici il territorio conquistato. Ma come costruire in inverno in mezzo al mare ghiacciato? Trezzini trovò una soluzione geniale.

Per fare le fondamenta, misero a cerchio i cassoni carichi di pietre, e gli operai praticando dei fori nello spessore del ghiaccio fecero in modo che i cassoni affondassero. Così molto velocemente crebbe un forte che poi avrebbe impedito l’accesso alla baia della flotta svedese.

Purtroppo il forte di Trezzini non si è conservato e oggi possiamo vedere solo le rovine. Ma a lungo il porto di Kronstadt fu ritenuto il meglio fortificato del mondo, difendendo San Pietroburgo durante la seconda guerra mondiale dai bombardamenti tedeschi. Dal 1990 la città di Kronstadt e i forti attorno la città sono protetti dall’UNESCO.

La Fortezza dei Santi Pietro e Paolo

Ispezionando la Neva nelle vicinanze della fortezza Nyenskans Pietro I trovò una piccola isola sulla Neva, da qua le due braccia della Neva erano perfettamente visibili, e lui decise di costruire  li’ una fortificazione.

I primissimi anni di San Pietroburgo, storia

I primissimi anni di San Pietroburgo

Il 16 maggio 1703 sull’isola iniziò la costruzione della fortificazione in terra battuta. In seguito, questo giorno fu considerato la data di fondazione della città.

Questa fortezza in terra battuta dopo 3 anni Domenico Trezzini la ricostruì in pietra. Era una struttura potente, lo spessore delle mura era di 20 metri, l’altezza di 6 metri, 40 000 pali per le fondamenta, 6 inespugnabili bastioni . All’inizio del XVIII secolo, i bastioni erano una novità per la Russia. Trezzini usò tutta la sua esperienza per conquistare queste terre paludose.

Ora è difficile dire in quale momento Pietro capì che questa fortezza strategicamente solida poteva resistere al più forte assalto, ma non fu mai assalita.

La guerra del Nord non era ancora finita, ma nel 1709 dopo la vittoria di Poltàva contro gli svedesi, fu chiaro che la Russia non era più in pericolo. Questa battaglia cambiò completamente il destino della fortezza. Passò alla storia come la più terribile prigione politica.

Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo

Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo

1712-1733 – La cattedrale dei Santi Pietro e Paolo

Nel giorno dei Santi Pietro e Paolo sulla piazza al centro della fortezza fu posta una chiesa di legno consacrata agli apostoli. In onore dell’apostolo Pietro, da cui prende il nome la città di San Pietroburgo.

Quando nel 1712 la capitale si trasferì da Mosca a San Pietroburgo, Trezzini iniziò a ricostruire la chiesa in pietra secondo il suo progetto.

Contrariamente a tutte le regole, per primo venne eretto il campanile. Pietro non vedeva l’ora di salirci su, per osservare dall’alto il frutto del suo lavoro – una nuova città. Nel 1720 terminò la costruzione del campanile. La guglia alta 117 metri sembrava che perforasse il cielo. una altezza spaventosa per quei tempi. Domenico creò una guglia insolita, tutta dorata. Immaginate come questo ago d’oro brillava al sole, e fino a che punto era visibile.

Lo zar fu impressionato dalla guglia della Chiesa di San Pietro a Riga. Trezzini non era mai stato a Riga, ma ricordava bene la guglia della Chiesa di San Nicola a Copenaghen. Questi modelli servirono per progettare il campanile della Cattedrale di Pietro e Paolo a San Pietroburgo.

La chiesa Il Gesù a Roma e la campanile della chiesa di San Pietro a Riga

La chiesa del Gesù a Roma e la campanile della chiesa di San Pietro a Riga

Nel mese di agosto 1720 sopra la città si diffuse il suono della campana a carillon. Era un orologio montato sulla torre con un carillon di 35 campane grandi e piccole.

Trezzini conosceva bene le facciate barocche delle cattedrali di Roma. La Chiesa del Gesù in Piazza Venezia a Roma, creata nel XVI secolo dai discepoli di Michelangelo serviva da prototipo.

La Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo a San Pietroburgo era sorprendente. Era un’architettura senza precedenti in Russia. Niente a che fare con le tradizionali chiese ortodosse.

l'iconostasi della Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo

l’iconostasi della Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, Fortezza di Pietro e Paolo

Il tempio assomigliava a una nave di cui il campanile sembrava un albero. Enormi alte finestre, colonne, una iconostasi intagliata, unica nel suo genere, pittura, scultura. La chiesa assomigliava più alla sala d’onore del palazzo reale. Cosa doveva sentire un credente ortodosso che entrava in questa chiesa all’inizio del XVIII secolo? Sicuramente avete già notato come sono buie le antiche chiese ortodosse, dove la parte più luminosa sta davanti all’altare. Qua invece la prima cosa che sorprende è la luce che riempie tutto lo spazio.

Questa forma di iconostasi è l’unica al mondo, è il vero capolavoro. Fatta tutta  di legno intagliato e dorato a forma d’arco di trionfo. Ma la cosa più insolita è che la Porta Santa è traforata e completamente trasparente, e rende visibile il baldacchino dell’altare. una cosa che dovrebbe essere vista con i propri occhi.

La Porta Santa dell'iconostasi della Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo; San Pietroburgo

La Porta Santa dell’iconostasi della Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo

L’iconostasi è riccamente decorata con sculture. Anche questa era una cosa insolita, c’è da ricordare che per la chiesa ortodossa la scultura non era gradita perché ricordava idoli pagani del periodo precristiano. Qua, invece, alcune icone furono sostituite con sculture.

Il campanile era coronato da una banderuola a forma di angelo portacroce. Inizialmente, l’angelo creato da Trezzini era diverso, ma l’idea stessa era originale. Ora l’angelo della Cattedrale di Pietro e Paolo è uno dei simboli di San Pietroburgo.

l'Angelo portacroce Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo

Banderuola con l’Angelo portacroce nel disegno di Trezzini

Nel 1725 improvvisamente morì Pietro I e la corte si trasferì a Mosca. La costruzione della cattedrale fu sospesa, e ripresa solo 5 anni dopo durante il regno della nipote di Pietro, la regina Anna Ioanovna.

La Porta di San Pietro

La Porta di San Pietro della Fortezza di Pietro e Paolo

1718 – La Porta di San Pietro della Fortezza di Pietro e Paolo

È la porta principale all’ingresso della fortezza. La Porta di San Pietro rappresenta l’arco trionfale. Nel progettare la porta, l’architetto ha utilizzato la sua esperienza acquisita in Italia. La Porta di San Pietro della Fortezza dei SS Pietro e Paolo assomiglia alla Porta di San Zeno a Verona.

I palazzi reali di Pietro il Grande

 Il Palazzo d'Estate di Pietro I

1710-1714 – Il Palazzo d’Estate di Pietro I

Nel 1709 dopo la vittoria della battaglia di Poltàva lo zar Pietro I ordinò la costruzione della sua prima residenza estiva. All’incrocio dei fiumi Neva e Fontanka, naturalmente nel Giardino d’Estate, venne edificato il palazzo d’Estate. Era un edificio più che modesto, sobrio. La facciata era decorata con i bassorilievi che glorificavano la vittoria della Russia per avere l’accesso al mar Baltico.

Sulla facciata del Teatro Hermitage è stato lasciato un pezzo di color giallo – è quello che ricorda il primo palazzo d’Inverno di Pietro I

Poi, vicino all’attuale museo Hermitage, Pietro volle che Domenico costruisse il palazzo d’Inverno. Per le loro piccole dimensioni sia l’uno che l’altro era strano chiamarle residenze dello zar. Comunque, Pietro non amava i grandi spazi, gli piacevano le stanze piccole con il soffitto basso all’olandese.

Nel 1712 nel palazzo d’Inverno appena terminato ebbe luogo il cenone solenne dedicato al matrimonio di Pietro e della sua seconda moglie Caterina, la futura imperatrice Caterina I.

Dopo 70 anni sulle fondamenta del palazzo d’Inverno ai tempi di Caterina II, l’architetto bergamasco Giacomo Quarenghi avrebbe costruito il Teatro dell’Hermitage, il quale ancora oggi conserva il suo aspetto storico. Attualmente il teatro e disponibile per le visite.

Monastero di Alessandro Nevskij

Nel 1710 a monte della Neva Pietro I concepì la costruzione di un monastero. Il progetto di Trezzini era nettamente diverso dagli antichi monasteri russi, nascosti dietro le mura castellane.  Assomigliava più alle residenze reali.

Di questo primo progetto si è conservata perfettamente la chiesa dell’Annunciazione, un bellissimo esempio del barocco di Pietro.

L’edificio dei 12 collegi

1722-1736 - Dodici collegi

1722-1736 – Dodici collegi

Le riforme di Pietro riguardavano tutte le sfere dalla vita mondana a quella religiosa. I collegi erano 12, incluso Senato e Sinodo. Questi collegi furono i prototipi dei ministeri di oggi.

Nel 1718 Trezzini vinse il concorso per la costruzione del palazzo dei 12 collegi. Il Promontorio dell’Isola Vasilevskij avrebbe dovuto essere la piazza centrale di San Pietroburgo, il palazzo dei 12 collegi – il principale.

L’architetto fece un progetto davvero straordinario – unì i 12 padiglioni con una unica la facciata lunga 400 m. I padiglioni si differenziavano solo per lo stemma del Ministero di appartenenza.

Architetto urbanista

Pietro aveva in programma di far diventare il centro città l’Isola Vasilievskij e nel 1715 incaricò Trezzini di sviluppare il piano regolatore. Secondo il progetto dell’architetto, l’isola doveva essere divisa in quartieri residenziali rettangolari. Al posto delle vie si pensava di scavare canali come ad Amsterdam.

I canali furono costruiti, ma erano poco profondi e scomodi per la navigazione. Inoltre, spesso si intasavano ed emanavano un cattivo odore. Pietro si arrabbiò moltissimo e ordinò di interrarli. Tuttavia, la divisione dell’isola in rettangoli rimase. Le strade (chiamate linee) furono numerate da 1 a 27. Come eredità di questi canali, i lati di destra e di sinistra delle linee hanno numeri diversi. La stessa via si chiama Linea 2 sul lato pari e la Linea 3 sul lato dispari.

Inoltre Trezzini sviluppo i progetti di case esemplari per i cittadini di vari ceti.

Lungofiume di tenente Smitd, l'Isola Vasilievskij, San Pietroburgo

Le case su progetto di Trezzini. Lungofiume di tenente Smitd, l’Isola Vasilievskij

Trezzini propose la posizione delle case a gradini sul lungofiume Neva, così dall’acqua, il gioco di luci e ombre sulle facciate crea un rilievo artistico. Queste case le possiamo vedere anche oggi.

Architetto professore

Nei primi decenni della città, le costruzioni raggiunsero un numero tale che emerse la necessità di avere in Russia i propri architetti. Così Trezzini iniziò a insegnare. Si dette al lavoro con tutto lo zelo, condividendo le sue conoscenze con gli studenti.

La vita a San Pietroburgo

Ma com’era la vita in Russia di un architetto di successo? Stipulando il suo primo contratto di lavoro in Russia, l’architetto ebbe il diritto di lasciarla quando avesse voluto se per lui il clima fosse stato insopportabile. Però lui non tornò mai a casa. A San Pietroburgo Trezzini si sposò ancora due volte. Probabilmente non aveva proprio intenzione di tornare.

Solo 21 anni dopo lui vide  sua figlia minore Maria Lucia avuta dal suo primo matrimonio, lei venne a San Pietroburgo con suo marito, l’architetto omonimo del padre Carlo Giuseppe Trezzini. Carlo Giuseppe lavorò a San Pietroburgo per un breve periodo, ma senza alcun successo.

In nessun altro paese europeo, Domenico Trezzini avrebbe potuto realizzarsi come sotto lo zar Pietro I. Svolgeva sempre onestamente il suo lavoro, per lui fu la cosa più importante. La quantità di lavoro cresceva, ma lui non si lamentava mai.

Dopo 15 anni di lavoro, Domenico decise di rivolgersi allo Zar, patrigno di uno dei suoi figli, per richiedere un aumento, lui aveva una famiglia numerosa da mantenere, questo però non era il vero motivo, Trezzini era rimasto molto offeso dal fatto che 2 anni prima lo Zar Pietro assunse come capo architetto, uno dei più grandi architetti e giardinieri francesi di allora, Jean-Baptiste Alexandre Le Blond, il quale guadagnò 5000 rubli all’anno, cinque volte tanto lo stipendio di Trezzini. Domenico ritené questo molto offensivo.

Pietro lasciò la richiesta senza risposta.

Appena venne a mancare Pietro, il Consiglio supremo dei Revisori fece fare a Trezzini una lista di tutte le case che aveva costruito nell’ultimo anno e una stima della quantità di mattoni necessaria per costruire questi edifici.

Le persone invidiose cercavano prove incriminanti sull’architetto. Trezzini diede questa lista, ma fu infinitamente offeso dalla sfiducia nei suoi confronti.

28 anni della sua vita Trezzini, ovvero Andrej Yakimovich Tresin, come lui veniva chiamato in Russia,li dedicò alla costruzione della Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo. Finalmente il 29 luglio del 1733 ci fu la solenne inaugurazione.

Tutta la corte della regina Anna Ioanovna si riunì nella cattedrale. Domenico Trezzini non ricevette né riconoscimenti né premi, come se tutti si fossero dimenticati di lui.

Quell’anno lui si ammalò, non usciva quasi mai di casa, e esaminava tutti i suoi vecchi progetti del monastero di Alexander Nevskij. Era tanto dispiaciuto del fatto che non fu approvato il progetto del campanile. Poteva essere una bella guglia.

Solo sei mesi dopo, l’architetto morì.

Domenico Trezzini fu sepolto nel cimitero della Cattedrale di San Sansone, purtroppo il sepolcro non si è conservato.

In memoria di Trezzini

In Russia

Trezzini aveva la propria casa dove viveva con la famiglia, e gli serviva anche da studio per i suoi insegnamenti. Dopo la morte del maestro la casa rimase in possesso della famiglia. Poi, durante il XIX-XX secoli cambiò diverse volte proprietario fino a quando non venne abbandonata.

Solo all’inizio degli anni 2000 la casa fu restaurata e diventò un hotel a 5 stelle. Che si chiama appunto “Trezzini Palace Hotel”.

Davanti al palazzo nel 2014 fu posto il monumento all’architetto. Originario del cantone Ticinese è rappresentato vestito secondo la moda dell’epoca, in una ricca pelliccia e parrucca, nelle sue mani tiene disegni e bussole ingegneristiche guardando la città che aveva costruito.

Sorprende, il fatto che la piazza di fronte alla casa Trezzini, fino al 1995, non avesse nessun nome. È logico che ora la piazza porti il nome del primo architetto di San Pietroburgo, Domenico Trezzini.

Lo stemma della famiglia Trezzini

Lo stemma della famiglia Trezzini

In Svizzera

La sua città natale ricorda non solo suo figlio ma anche del grande lavoro a cui l’architetto dedicò gran parte della sua vita artistica.

Ad Astano c’è una piazza che si chiama Piazza di Santa Pietroburgo, e la via che porta il nome dell’architetto. Nella sua vecchia casa invece per coincidenza anche qua si trova un albergo.

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